con iperafflusso polmonare
Sono quelle caratterizzate da un passaggio di sangue ("shunt") dal
cuore sinistro (atrio sinistro o ventricolo sinistro o aorta) al cuore
destro (atrio destro o ventricolo destro o arteria polmonare) con
conseguente iperafflusso polmonare. Tipici esempi sono costituiti dal
difetto interatriale (DIA), dal difetto interventricolare (DIV), dal
canale atrioventricolare (CAV) e dalla pervietà del dotto arterioso
(PDA).
Oltre a causare un sovraccarico di volume delle cavità del cuore, l’aumento del flusso di sangue nei polmoni può comportare, dopo un tempo variabile da alcuni mesi a vari anni, un aumento dello spessore dei capillari polmonari (reazione proliferativi) con innalzamento della pressione in arteria polmonare e diminuzione della capacità, da parte della membrana alveolo-capillare, di scambiare ossigeno. Questo fenomeno diventa irreversibile e viene denominato “vasculopatia ipertensiva polmonare” o sindrome di Eisenmenger. La riduzione o l’eliminazione dello shunt si rende necessaria proprio per prevenire questa grave complicanza.
Oltre a causare un sovraccarico di volume delle cavità del cuore, l’aumento del flusso di sangue nei polmoni può comportare, dopo un tempo variabile da alcuni mesi a vari anni, un aumento dello spessore dei capillari polmonari (reazione proliferativi) con innalzamento della pressione in arteria polmonare e diminuzione della capacità, da parte della membrana alveolo-capillare, di scambiare ossigeno. Questo fenomeno diventa irreversibile e viene denominato “vasculopatia ipertensiva polmonare” o sindrome di Eisenmenger. La riduzione o l’eliminazione dello shunt si rende necessaria proprio per prevenire questa grave complicanza.



