Consigliere di Parità
Nella vita lavorativa di madri con figli portatori di cardiopatie congenite, può succedere di ricevere un trattamento di discriminazione sul posto di lavoro; dall’essere spostate a mansioni inferiori perché ci si deve assentare spesso, o perché non ritenute capaci di garantire la stessa qualità di prima in quanto troppo prese dalle preoccupazioni, fino alla rescissione del contratto di lavoro, specialmente quelli di oggi con un livello ridotto di tutele..
Le discriminazioni possono riguardare anche l’accesso al lavoro, la retribuzione e le condizioni di lavoro e possono manifestarsi in diversi modi, come una disposizione scritta, un criterio, un atto, una consuetudine o un comportamento che produca un trattamento diverso e meno favorevole rispetto a quello riconosciuto ad altri lavoratori.
Queste discriminazioni, che colpiscono le donne ma possono essere riferite anche agli uomini, sono vietate dalla legge.
Sia le Nazioni Unite che la Commissione Europea, hanno considerato come valore comune e diritto fondamentale, la parità fra donne e uomini, intesa come parità di opportunità e di trattamento fra donne e uomini e come lotta contro qualsiasi discriminazione fondata sul sesso.
In Italia, dove la Costituzione contiene alcuni articoli nei quali si ribadisce che nessuno può essere discriminato per ragioni di genere, viene adottato con Decreto Legge n. 198 del 2006 modificato nel 2010, il Codice delle pari opportunità fra uomini e donne.
Il Codice raccoglie la normativa dello Stato sull’uguaglianza dei sessi in vigore nei settori della vita politica, sociale ed economica, con l’obiettivo di razionalizzare e semplificare il panorama legislativo sulle pari opportunità ed isituisce le figure della Consigliera di Parità Nazionale, Regionale e Provinciale.
Nella Regione Emilia Romagna, come in altre Regioni, lo Statuto prevede in modo esplicito, il Principio delle Pari Opportunità, che è poi rispettato nelle varie normative di settore.
Che cosa fanno le Consigliere di Parità
Le consigliere e d i consiglieri hanno compiti di promozione, di diffusione della conoscenza delle pari opportunità, di vigilanza e rilevazione di situazioni di discriminazione basata sul sesso nel mondo del lavoro.
Nell’esercizio delle proprie funzioni la/il consigliere di parità è un pubblico ufficiale ed ha l’obbligo di segnalazione all’autorità giudiziaria dei reati di cui viene a conoscenza.
E’ nominata/o a livello nazionale, regionale e provinciale, con decreto del Ministro del Lavoro di concerto con il Ministro per le Pari opportunità.
Dura in carica 4 anni e il suo mandato è rinnovabile per non più di 2 volte.
Le consigliere di parità offrono un servizio di consulenza gratuito, riservato e per chi lo desidera anonimo a:
• lavoratrici e lavoratori che hanno subito discriminazioni nell'accesso al lavoro o sul luogo di lavoro, nello sviluppo della carriera, nel livello di retribuzione
• lavoratrici e lavoratori che hanno avuto difficoltà a conciliare il lavoro con la maternità/paternità oppure con la cura di familiari
• imprenditrici e imprenditori che vogliono promuovere azioni positive per realizzare le pari opportunità nella propria azienda anche attraverso progetti e finanziamenti
In particolare, è competenza della Consigliera provinciale di Parità la trattazione dei casi di discriminazione individuale. La Consigliera di Parità, su mandato dell’interessata/o, può promuovere azioni di Conciliazione presso la Direzione Territoriale del Lavoro, e/o produrre ricorso giudiziale perché il Giudice accerti la discriminazione subita e ordini un piano di rimozione di tale violazione dei diritti.
Per informazioni più dettagliate e per sottoporre il proprio caso personale, gli iscritti all’Associazione PGC, possono rivolgersi all’Assistente Sociale dell’associazione nei giorni di martedì e giovedì chiamando il numero telefonico 051 6414977, oppure scrivere all’indirizzo mail cleliaricci.piccoligrandicuori@gmail.com



