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Cure palliative pediatriche e cardiopatie congenite: cosa sapere
Quando si parla di cure palliative pediatriche non significa smettere di curare. In questo approfondimento scoprirai cosa sono e perchรฉ sono importanti nella cura dei bambini con cardiopatie congenite complesse.

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Quando si parla di cure palliative pediatriche, spesso si pensa solo al fine vita. In realtร , le CPP sono molto di piรน: un percorso di cura, ascolto e accompagnamento che ha lโobiettivo di migliorare la qualitร della vita del bambino e della sua famiglia.
Per saperne di piรน su questo approccio terapeutico, abbiamo raccolto la testimonianza del dott. Tammam Hasan, cardiologo pediatrico presso lโIRCCS Policlinico di SantโOrsola di Bologna che, grazie al contributo di Piccoli Grandi Cuori, sta frequentando un Master in Cure Palliative Pediatriche.
Cure palliative pediatriche: cosa sono?
Le cure palliative pediatriche sono un approccio terapeutico e assistenziale globale, che non mira alla guarigione dalla malattia ma al miglioramento della qualitร della vita dei pazienti pediatrici affetti da patologie croniche, evolutive o in fase avanzata, per le quali non esistono terapie in grado di portare a guarigione.
Le CPP iniziano al momento della diagnosi, non precludono la terapia curativa concomitante e continuano durante tutta la storia della malattia. L’obiettivo principale รจ il sollievo dal dolore e dagli altri sintomi fisici, ma anche il supporto psicologico, sociale, emotivo, relazionale e spirituale al paziente pediatrico e ai suoi familiari.

PH: P. Righi.
Cure palliative pediatriche non significa smettere di curare
“Quando si parla cure palliative pediatriche non significa che smettiamo di curare – chiarisce il dott. Tammam Hasan – Con le CPP cerchiamo di “dare vita ai giorni“, di dare speranza, restituire dignitร , rispetto e fornire maggiore ascolto. Noi medici dobbiamo imparare ad ascoltare, invece spesso nelle comunicazioni parliamo solo noi e ci dimentichiamo che a volte c’รจ bisogno di fermarsi, di chiedere al paziente, o alla famiglia, di cosa hanno bisogno”.
“Il nostro compito รจ di dare vita al tempo che rimane, e ogni sorriso strappato al paziente in tal senso rappresenta una vittoria contro la sofferenza. ร questo lโapproccio delle cure palliative. Per me le cure palliative pediatriche sono come un grande abbraccio, che avvolge i familiari e il bambino e li tiene per mano, guidandoli nei momenti piรน difficiliโ.
Aspetti chiave delle cure palliative pediatriche
- Approccio globale: non si limitano al dolore fisico ma affrontano bisogni psicologici, sociali, emotivi e spirituali.
- Diverse patologie: riguardano bambini e bambine con malattie croniche, evolutive, complesse o inguaribili.
- Continuitร nel tempo: iniziano dalla diagnosi di inguaribilitร e accompagnano tutto il percorso di malattia, anche in concomitanza con trattamenti curativi.
- Supporto alla famiglia: la presa in carico riguarda lโintero nucleo familiare, con attenzione anche a genitori, fratelli e sorelle.
- Luogo di cura: possono essere erogate a domicilio, in ospedale o in hospice pediatrici.
Cure Palliative Pediatriche e Cardiopatie Congenite
“Con le cure palliative diamo vita al tempo che rimane. Ogni sorriso strappato al paziente rappresenta una vittoria contro la sofferenza”
dott. Tammam Hasan, cardiologo pediatrico
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Le cure palliative sono un diritto
In Italia l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore รจ tutelato dalla Legge 38 del 15 marzo 2010, che riconosce particolare tutela agli specifici bisogni del paziente pediatrico e della famiglia.
La Legge pone le basi per le CPP e per lโattivazione dei servizi sul territorio. Nel 2014, le linee guida europee relative al processo decisionale sulle cure di fine vita hanno poi ribadito che i medici, oltre a curare la malattia โhanno il dovere di prendersi cura dei loro pazienti, alleviare le loro sofferenze e fornire loro supportoโ. Viene inoltre riconosciuto che in questo ambito โil prolungamento della vita non deve essere di per sรฉ lโunico scopo della pratica medica, che dovrebbe avere come obiettivo quello di alleviare le sofferenzeโ.

PH: P. Righi.
A questo quadro si aggiunge la Legge 219 del 2017 sul consenso informato: stabilisce che nessun trattamento sanitario puรฒ essere iniziato o proseguito senza il consenso libero e informato del paziente, tutelando il diritto alla vita, alla salute, alla dignitร e all’autodeterminazione.
โInvito tutte le persone a leggere questa legge – dice il dott. Hasan – perchรฉ consente di comprendere a pieno i diritti del paziente. Cโรจ un punto molto bello, il punto 8, che dice: โil tempo della comunicazione tra medico e paziente costituisce tempo di curaโ.
“Questa legge ci dice che quando siamo di fronte ad una diagnosi di malattia non guaribile, a quel punto dobbiamo a mente lucida chiederci cosa dobbiamo fare, ascoltare prima di tutto le parole e i desideri del bambino, e dei suoi genitori. Condividere con loro come comportarsi, nel caso dovesse accadere qualcosa, stabilire indicazioni chiare che devono poi essere rispettate da tutti. La scelta deve essere dei genitori, e noi senza alcun pregiudizio dobbiamo ascoltarliโ.
Per questo, parlare di Cure Palliative Pediatriche significa parlare anche di diritti, ascolto e responsabilitร condivisa.
Il bisogno di cure palliative pediatriche in Italia
In Italia il bisogno di CPP รจ significativo e in crescita. Secondo i dati dello studio PalliPed 2022-2023, pubblicato sulla Rivista Italiana di Pediatria, circa 10.600 minori avrebbero bisogno di servizi specialistici di cure palliative pediatriche, ma solo una parte riesce effettivamente ad accedervi.
Negli ultimi anni il numero di bambini presi in carico รจ aumentato, passando da 1.209 nel 2019 a 2.734 nel 2023. Si tratta di un progresso importante, ma ancora insufficiente rispetto al fabbisogno reale.
Complessivamente sono 18 i centri specializzati attivi, distribuiti in 14 Regioni italiane, tra cui lโEmilia Romagna, e nelle due Province autonome. Restano tuttavia le criticitร legate alle disuguaglianze territoriali, alla continuitร dellโassistenza e alla carenza di personale specializzato.
A richiamare lโattenzione su queste lacune รจ anche il Comitato Nazionale per la Bioetica, che sottolinea la necessitร di un approccio specifico per lโetร pediatrica, distinto da quello rivolto agli adulti e capace di considerare lo sviluppo fisico, emotivo, cognitivo e relazionale del bambino, insieme al coinvolgimento essenziale della famiglia.
Dietro questi numeri si intrecciano storie di fragilitร , dolore e resilienza che non riguardano solo i pazienti, ma coinvolgono profondamente le loro famiglie, le comunitร , gli operatori sanitari e lโintera societร .

A supporto del personale medico sanitario
Ci impegnamo a migliorare le cure per le cardiopatie congenite attraverso l’acquisto di attrezzature mediche di ultima generazione, sostenendo la formazione del personale medico sanitario del reparto e umanizzando i luoghi di cura.
Cure Palliative e Cardiopatie Congenite
“Una societร civile รจ una societร che offre le cure palliative pediatriche. Senza di queste, ai bambini viene negato il diritto alla salute”
dott. Tammam Hasan, cardiologo pediatrico
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Cure palliative pediatriche e cardiopatie congenite
A differenza di altre tipologie di pazienti, come quelli oncologici, i bambini e le bambine con cardiopatie congenite possono possono avere bisogno di CPP anche per periodi molto lunghi.
A differenza di quanto spesso si immagini, infatti, non si utilizzano solo nelle fasi finali della vita, ma possono essere parte del percorso di cura durante interventi chirurgici ripetuti, lunghe degenze, attese di trapianto, assistenza con cuore artificiale o situazioni cliniche ad alta complessitร .
โNel caso delle cardiopatie congenite complesse – sottolinea il dott. Hasan – le CPP intervengono per anni supportando la qualitร della vita durante i numerosi interventi chirurgici del paziente, o ad esempio durante l’attesa di un trapianto di cuore”.
In questi percorsi, il bisogno non รจ solo medico. Una famiglia puรฒ dover imparare a gestire presidi complessi, come un cuore artificiale, una tracheotomia o una PEG (un sondino inserito nello stomaco attraverso la parete addominale, ndr). Puรฒ avere bisogno di essere accompagnata nel rientro a casa, nella gestione dellโassistenza domiciliare, nel rapporto con il territorio e nella costruzione di una quotidianitร il piรน possibile sicura.
โQuando riteniamo che il bambino possa tornare a casaโ, racconta Hasan, โci coordiniamo con il territorio per attivare lโassistenza domiciliare. Piuttosto che farlo rimanere in ospedale per mesi, lavoriamo per costruire intorno a lui una rete capace di garantire sicurezza, continuitร e qualitร della vitaโ.
Lโobiettivo รจ quello che il dott. Hasan definisce “comfort care“, ovvero chiedersi sempre cosa si possa fare, nel concreto, per ridurre il disagio del bambino e della sua famiglia.
“Immaginiamo i casi in cui si verifichi un aggravio del compenso cardiaco, respiratorio, neurologico: come potrebbe migliorare la qualitร della vita di questi bambini se anzichรฉ essere ricoverati in ambienti stressanti, come un reparto ospedaliero, venissero ricoverati in hospice dedicati oppure a casa loro?”.
Gli hospice pediatrici sono strutture residenziali specializzate, progettate a misura di bambino: rappresentano un ponte tra ospedale e casa, offrono ricoveri di sollievo, gestione del dolore, supporto psicologico e cure di fine vita, accogliendo l’intero nucleo familiare.
Quando il domicilio non รจ possibile, le CPP possono contribuire a creare anche in ospedale o in hospice un ambiente il piรน possibile vicino a una casa: uno spazio in cui mamma e papร possano restare accanto al bambino, in cui le decisioni vengano condivise e in cui ogni scelta tenga conto non solo della malattia, ma della persona.
“Quando trattiamo una cardiopatia, spesso dimentichiamo che dietro alla patologia cโรจ il nome di un bambino, o di una bambina: Edoardo, Giuseppe, Marta, quello che รจ. Dimentichiamo che dietro cโรจ una famiglia”.
“Pensiamo, ad esempio, alle situazioni in cui il trapianto di cuore non รจ piรน una strada percorribile. Questo non significa che abbandoniamo il bambino, anzi dobbiamo cercare di fare tutto il possibile per offrirgli una cura migliore, ridurre il disagio il piรน possibile.
In casi come questi, chiediamo ai genitori che cosa preferiscono fare, se desiderano che il bambino venga assistito in Ospedale, piuttosto che a casa, insieme ai suoi cari. A quel punto si attivano le CPP con tempi rapidi, parte il contatto con la coordinatrice infermieristica e lโattivazione del PAI (Piano di Assistenza Individuale), quindi una vasta rete di figure professionali e sociali si attiva per rispondere a bisogni del paziente pediatrico e della sua famiglia, con il massimo ascolto per le esigenze della famiglia e mettendo in sicurezza il bambino”.
“Se la sofferenza รจ fisica cerchiamo di trattarla farmacologicamente, teniamo conto anche dello stress psicologico, del disagio sociale, sul quale andiamo a lavorareโ.
Una rete multidisciplinare attorno al bambino
Nelle cure palliative pediatriche รจ fondamentale la collaborazione tra professionisti sanitari, servizi territoriali e rete familiare e sociale. La cura, infatti, non riguarda solo la malattia, ma tutti gli aspetti della vita del bambino.
Attorno al paziente possono attivarsi diverse figure:
- medici, pediatri e infermieri;
- neuropsichiatri, fisioterapisti, logopedisti e psicologi;
- assistenti sociali e servizi territoriali;
- genitori, familiari, amici e comunitร di riferimento.
โNella rete di persone che sono attorno al bambinoโ, spiega il dott. Hasan, โdobbiamo immaginare i genitori, gli zii, i fratelli, i cugini, gli amici. Non solo i familiari: anche la scuola, la societร sportiva, la farmacia di quartiere, il fisioterapista, il logopedista, lo psicologoโ.
โUna societร civile รจ una societร che offre le Cure Palliative Pediatricheโ, sottolinea Hasan. โSenza di queste, a questi bambini viene negato il diritto alla saluteโ.
Il dott. Hasan racconta anche lโesperienza di un bambino che, dopo mesi di degenza e un danno neurologico, รจ stato dimesso a casa grazie allโattivazione di un Piano Assistenziale Individuale e al lavoro congiunto di famiglia, scuola, territorio e assistenti sociali.
โLโho rivisto nel contesto scolasticoโ, racconta. โMai avrei pensato a un miglioramento cosรฌ. E invece lโho visto sorridere, partecipare, leggere. Gli ho chiesto: โSei contento di andare a scuola?โ Mi ha risposto: โSรฌโ. Se un bambino sorride, la sua dignitร e quella della famiglia sono rispettate. Quando ho visto il suo sorriso, quando mi ha risposto sรฌ, mi sono detto che quella sarebbe stata la mia stradaโ.
In questo percorso, lโhospice pediatrico ha avuto un ruolo importante nella formazione della famiglia e nel coordinamento con il territorio, affinchรฉ il bambino potesse essere accolto a casa mantenendo sicurezza e continuitร assistenziale.
Prendere in cura significa anche questo: costruire una rete in cui ognuno fa la propria parte per garantire il miglior livello di assistenza possibile. ร un dovere dei sanitari, ma anche un diritto del paziente.
L’impegno di Piccoli Grandi Cuori

Abbiamo scelto di investire concretamente nella formazione e nella diffusione delle CPP sostenendo con un contributo economico di 3.000 euro il percorso formativo del dott. Tammam Hasan, che sta frequentando il Master Universitario di II livello “Complessitร e integrazione in rete in cure palliative pediatriche” presso l’Universitร di Bologna.

PH. P. Righi

PH: P. Righi

PH: P. Righi